Cuba…. Foto e Racconto / 17

I barbieri non sono solo in fatiscenti negozi… ma anche per strada! Questa è una di quelle bellissime scene che possiamo trovare in giro, in quel quadro di semplicità e libertà che abita questi luoghi fuori da ogni tempo. Per quanto sopravviveranno scene così? Questo non lo sappiamo. Dai miei occhi è molto sorprendente che Cuba non sia ancora stata assediata dal capitalismo, visto che ormai militarmente non costituisce una forza che può contrastare le forze anglo – americane. Evidentemente ci sono degli accordi internazionali, degli equilibri secondo cui ancora Cuba si salva, nonostante la posizione di completa vicinanza con gli Stati Uniti. L’argomento è molto controverso, perché i cubani meriterebbero più ricchezza, ma il punto è: non la ricchezza che vogliono statunitensi e europei. Abbiamo visto infatti in tutti gli altri luoghi del centro e sud America come questi hanno usato la ricchezza, a loro beneficio e vantaggio. Cuba direbbe anch’essa piena di industrie inquinanti, cave, cementificazioni e multinazionali. Il punto è che Cuba meriterebbe di avere un suo mercato libero, seguendo le sue regole i suoi valori. Ma la tristezza è che sembra proprio che una via di mezzo non possa esistere, e “o si sta con loro, o non si sta con loro”. Triste realtà? A me sembra di sì.

Cuba… Foto e Racconto / 16

Andare in giro con il semplice telefonino e scattare foto “istantanee” è un bel vantaggio; accertarsi chiaramente di non avere il flash impostato, e prendere un momento senza alterare la situazione in corso.

I rivenditori di beni primari sono i “negozi” più diffusi e gli unici che si possono permettere gli abitanti di Cuba. Qui la gente compra a prezzo direi simbolico (un chilo di fagioli può costare 25 centesimi di dollaro) il cibo che viene dalle campagne. Niente è inscatolato perché tutto è distribuito e razionalizzato dal governo in base al raccolto stagionale. Beni appunto di prima necessità che vengono dalle campagne cubane, come riso, legumi e cereali. Frutta e verdura sono spesso in “tiendas” accanto a quelle come questa, come sempre sulla stessa strada troviamo la “carniceria”, cioè la macelleria, anch’essa con la carne prodotta quel giorno o il giorno prima, perché la conservazione del cibo non è come quella occidentale, ma tutto si consuma “alla giornata” evitando gli sprechi.

Come al solito qui potremmo entrare in mille riflessioni, del tipo: diciamo che questi sono Paesi poveri, eppure mangiano carne senza conservanti e legumi raccolti la settimana prima, senza che stiano in pacchetti di plastica per mesi e anni. Chi è il ricco e chi il povero, quindi?

Un lampo di poesia…

So che questi giorni vi sto cullando coi miei diari di Cuba… ma ho ritrovato tra le mie note un lampo di poesia… di passione… scritto da me.

Ed è bello pensare, sempre, a Lei. La figura femminile, che pur cambiando durante la vita colore, altezza, sapore, odore e bellezza, è sempre LEI, a ispirarti, e far bollire il sangue dentro… Come cantava De André in “le Passanti”: “Non c’era tempo, e valeva la pena, di perderci un Secolo in più”.

Ecco le mie parole, scritte in spagnolo:

“Me hubiera encantado estar contigo toda la noche
asi que al final no me digas màs “no te conozco”
asi que no pongas distancias
no veo la hora de abrazarte, mirarte a los ojos,
y llenarte de amor por todos lados….
Asi que la canciones seran solo canciones,
y mis besos,
pura realidad.
Las emociones nos tocan la piel en superficie,
como mariposas sobre las flores,
pero nostros les decimos:
que te vaya!”

Federico Armeni

Cuba… Foto e Racconto / 15

Dicevamo della natura… Ci sono giorni dove passi il tempo in una spiaggia, portandoti una borsetta con dell’acqua, e via. Ricordo quel giorno a Trinidad dove passai l’intera giornata al mare, camminando sotto palmette e cocchi, e incontrando pochissime persone. I turisti d’altronde sono concentrati nei grandi alberghi e in delle spiagge monopolizzate dai villaggi, mentre il resto dell’isola rimane selvaggio e a completa disposizione. Non ho mai visto una spiaggia con ombrelloni né gente con l’asciugamano al mare!

Anche io ero senza asciugamano, non me lo ero nemmeno portato dall’Italia. E a Cuba comprare un telo da mare è impossibile. Non ci sono negozi, se non negli alberghi “occidentalizzati” di La Havana. A Trinidad c’è un certo tipo di artigianato, ma non potremo mai trovare le cose che noi siamo abituati a comprarci. Bisogna davvero abituarci a capire che quel che si è portato a Cuba ci deve bastare per quel periodo che prevediamo di essere lì. Scordarsi delle comodità. Personalmente ho mangiato spesso nei luoghi dove il cubano mangia, senza entrare in ristoranti accessibili economicamente soltanto al turista. E spesso ci sono delle sorprese magnifiche, perché comunque le risorse dell’isola sono tante, e ci si può trovare a mangiare pesce e frutta di livello straordinario per pochi dollari cubani. Quanto ai souvenir, c’è molto artigianato, e a Matanzas ho comprato un colibrì di vetro colorato fatto a mano che è qualcosa di accecante bellezza. Ne valeva davvero la pena, visto che poi da Cuba avrei viaggiato per Messico, Belize, Guatemala, Honduras, El Salvador e Nicaragua… Ho avuto spesso l’ansia di romperlo, ma per fortuna il cartone made in Cuba è stato bravo a compiere il suo lavoro!

Cuba… Foto e Racconto / 14

La Natura. Preso come sono nei miei viaggi a capire la gente, la storia, la politica e la società del posto, non vorrei che dimenticassi l’amore per la Natura. Sia chiaro che in ogni Paese che visito cerco parchi nazionali e spiagge, foreste e monumenti da esplorare. In Messico ad esempio la natura significa anche archeologia e storia, e ci troviamo a visitare le rovine dei Maya in autentiche foreste meravigliose, o in spiagge caraibiche (vedi Tulum). A Cuba di archeologia non ce ne è, ma in compenso possiamo perderci nella natura accecante delle sue spiagge, e nelle foreste piene di cocco e cacao di Baracoa e Viñales.
Questa spiaggia è una spiaggia vicino Trinidad, cui si arriva con un bus che dalla cittadina passa proprio per queste spiagge, e da cui si può ripartire il pomeriggio. Gli uccellini sono la cosa più bella che si possa osservare, perché ce ne sono di vario colore e tipo, e spesso così lontani dai volatili del Mediterraneo da lasciarci a bocca aperta per tanta diversità.

Cuba… Foto e Racconto / 13

I “Ritratti” intesi come immagini in primo piano sono quanto di più bello si possa fare a Cuba. I volti delle persone non sono ancora macchiati da un “modo di apparire”, e la sensazione che si ha quando si fa uno scatto alle persone del luogo è di vera autenticità.

Che sia un lavoratore, che sia un gruppo di persone che sta facendo “fiesta”, che sia una signora che osserva i passanti, le persone sembrano vivere la loro vita con una tale semplicità che al turista che passa per scattare una foto si risponde con quella naturalezza che sarebbe difficile riscontrare nel nostro mondo.

Se ci pensate ormai nella nostra società siamo preoccupati da tutto: dalla privacy, dall’eventuale uso di quella foto, o anche semplicemente di non apparire per quello che vorremmo risultare essere rispetto a quello che siamo in quel momento. “Ho i capelli scombinati”, o peggio “ho una faccia di schifo”, sono frasi comunissime quando ci mettiamo a fare una foto oggi. Il bello di Cuba è che qua ogni scatto sembra poter ritrarre le persone per quello che sono, perché a loro dei capelli, del trucco, o di come la prospettiva faccia risultare la forma della propria capoccia, non frega assolutamente nulla.

Cuba… Foto e Racconto / 12

La casa de la cultura di Trinidad è come una delle tante di Cuba: semplici ed essenziali. Una “barra” del bar, dei tavoli, uno spazio aperto per ballare, e un piccolo palco di cemento all’aperto. E i ragazzi che si ritrovano al bar, lo fanno parlando e sorseggiando rum, senza iphone e selfies… ma magari condividendo idee sulla società cubana, sulla musica cubana, e, sicuramente, sulle splendide donne dell’isola. Un’atmosfera da “muretto” di quando si è ragazzi, almeno quel muretto che abbiamo abitato tutti noi che abbiamo vissuto una adolescenza sana senza whatsapp, dove per comunicare ci si vedeva, si parlava, e non si lasciavano ridicoli monologhi di tre minuti senza contraddittorio…

Purtroppo Cuba soffre di una situazione economica non facile, perché il mondo “capitalista” ha imposto un embargo che non permette ai cubani di attuare la loro politica socialista dentro delle restrizioni non facili. Ma sono sicuro che, con gli ideali che ha la gente di questa isola, con un mercato libero potrebbero vivere alla grande, e senza essere uccisi dalla triste inutilità del nostro mondo che possiamo chiamare per convenzione “occidentale”, ma che spesso ho definito “capitalista”, o “post – industriale”… Fatto sta che il “loro” mondo è – ancora – completamente diverso dal nostro, e questa diversità andrebbe incentivata e non contrastata come purtroppo si fa.