Post archiviati sotto 'filosofeggiando'
Ho visto te
Ballavi e ridevi…
sensualità, per una volta sorpasata
da ingenuità
da sorriso
da malizia.
Ho visto te,
ballare disinvolta,
seguire l’aria come il pescatore al tonno,
vedere me con sincertià,
scambiare con me cuore e anima,
correre leggiadri senza bisogni,
sfiorarsi senza toccarsi, guardarsi senza penetrarsi.
insegnami ancora una volta l’amore,
l’amore della leggerezza,
della disinvoltura,
dell’ingenuità,
dell’essere senza avere,
dell’avere senza possedere.
Del cercare trovandosi,
del trovarsi e non lasciarsi.

Una granita… di mandorla
Fantastico Manlio Sgalambro, nel delicato e suggestivo film di Franco Battiato, “Perduto Amor”:
“E quindi è diventato scrittore… Bravo…
Ogni tanto tornerà per le vacanze, magari per vedere
I suoi, ci criticherà ferocemente perché lui vive nella
“civiltà”… Ma una cosa non sa ancora, che questa terra
come la Ionia di Eraclito e Anassagora è magica e
richiama sempre coloro che gli appartengono come se
esercitasse un diritto…
La legge dell’appartenenza…
E anche per lui un giorno inevitabile il ritorno.
Sarà il clima, la luce, l’aria…
Comunque… una granita… di mandorla”

…l’anno se ne va
… non aspetterò il 31 sera per salutare tutti quanti e fare gli auguri di buon anno.
Non entro nella retorica che anche il 15 febbraio o il 7 luglio o perché no il 6 settembre si possano fare questi auguri, perché di fatto, come qualsiasi cosa che sia ciclica anche soltanto per convenzione, il 31 dicembre scatta “l’ultimo giorno dell’anno”, e si ricomincia a contare da dove avevamo iniziato proprio 365 giorni prima (366 ogni 5 anni…).
Un anno lascia dietro tante esperienze. Tante persone, tanti incontri, tante situazioni. L’unica cosa certa di quando finisce un anno è che non possiamo ricordarci tutto, e che non c’è il tempo per soffermarsi sulla QUOTIDIANITà delle cose.
Ecco che una giornata al mare fa parte di un anno, ma si mischia in mezzo a tante altre. Una magari la pensiamo speciale solo perché siamo andati con quella ragazza che ci piaceva tanto, ma siamo solo dei poveri illusi se pensiamo che il valore della vita stia solo in quello.
L’anno che passa io lo dedico per la prima volta a ciò che non fa parte di me, ma che è intorno a me. Ciò che mi ospita di fatto, e che fa sì che la mia vita possa andare avanti. L’anno passato mi ha dato sole, nuvole, pioggia, fiori, foglie, aria. Mi ha dato sabbia, mi ha dato calore, mi ha dato freddo. Se alzo gli occhi vedo che queste cose le vedo in rare occasioni. Le vedo forse per un sesto dell’anno. Il resto è fatto di schermi, di muri, di palazzi, di belle case anche, di belle macchine e anche di bei contenuti sul pc!
Ma quanto è brutto per me rendersi conto che ciò che ci contorna realmente, dall’origine della nostra creazione ad oggi, non lo tastiamo con mano ogni giorno?
Mi rendo anche conto della “retorica” di questo, non intesa come retorica negativa (quella politica, giornalistica, e dei “benpensanti), ma intesa come “idealismo” contro “realismo”. Fatti contro sogni. Come dire: vuoi stare a contatto con la MADRE TERRA? bene, allora torna nelle epoche in cui l’uomo ha dovuto combattere con essa. Il freddo non è il freddo delle nostre case riscaldate, le notti non sono quelle delle mille luci, il mare non è quello dei motoscafi e dei bagni in costume, le malattie non sono quelle della ricette mediche e le file in farmacia.
Per controllare questa Terra e sfruttarla veramente abbiamo dovuto creare un sistema, dei muri e dei soffitti per lavorare tutti in una direzione, per stare meglio e aiutarci l’un l’altro. Chi studia come far un pc e chi come usarlo, chi studia per farci campare di più e chi per farci campare meglio. Tutto ha bisogno di struttura, di palazzo, di mura. E poi, una volta lavorato in quella direzione, possiamo sfruttare la Terra per come possiamo sfruttarla oggi, bevendoci un mojito e togliendoci la sabbia prima di entrare nell’automobile.
L’anno 2007 mi ha regalato una bella dose di verità, e quando un uomo si avvicina in un lasso di tempo ad essa, può ritenersi soddisfatto del suo percorso.
L’insoddisfazione regnerà sovrana come natura dell’uomo, ma un passo in più verso la verità è stato da me compiuto.
Auguri a tutti, che anche a voi questo anni porti la verità che più interessa al vostro cuore.
la gioia per l’effimero….
… dura davvero pochi minuti.
Piccola pillola
L’ha detta una nuova bloggher che sto seguendo sul web (oramai i blog li leggo più dei giornali! Almeno ci son informazioni non faziose… e scritte col cuore)… e voglio riproporla:
Se rinasco, giuro che mi organizzo meglio!
come non identificarsi in questa affermazione, in una vita in cui siamo sballonzolati da un impegno a un altro, sfuggendo completamente al significato quotidiano della vita, del suo inizio, del suo durante e della sua vita?
Odio chi inizia le frasi con “IO…”
… odio chi inizia le domande con “TU….?”
Amo chi finisce le frasi con “io”,
amo chi non nomina mai la parola “TU”.
Il silenzio del rumore
Il silenzio del rumore
delle valvole a pressione
i cilindri del calore
serbatoi di produzione…
Anche il tuo spazio è su misura!
Non hai forza per tentare
di cambiare il tuo avvenire
per paura di scoprire
libertà che non vuoi avere…
Ti sei mai chiesto quale funzione hai?
E poi…
Era la nebbia che scendeva, in quel primo pomeriggio di novembre. Tenero il sole aveva abbagliato i miei occhi di sogni, e mi aveva riempito di buoni propositi, quelli che puntualmente non seguo, ma rimangono chiusi nella tortuosa mente. Non sapevo che quella nebbiolina, che per me suonava come la lenta risalita dell’acqua dal suolo, vibrante aria fresca da respirare al colore dei “giorni luminosi”, era il presagio di un pomeriggio invece cupo, bagnato e buio.Triste e malinconico.
Il sole è come una donna ingannevole o un uomo perverso. Ti guarda e ti osserva, la segui ma poi sparisce tra la folla – la donna ingannevole – oppure ti riempie di romanticherie e occhi dolci, per poi voler fare l’amore follemente con te – l’uomo perverso.
Il sole c’è, sta lì, e mi invita alla vita. Mi proietta immagini di altri tempi o di epoche mai vissute. O di quel futuro che cerco ogni giorno, ma che tanto, lo so, non arriverà mai come lo immagino realmente. Sta là, ti fa immaginare con l’erba e i faggi, poi sulla sabbia e i paguri, su conchiglie e pietre muschiose.
Poi, se ne va.
Lasci la malinconia dentro di me, e tante volte vorrei che tu sia davvero dentro di me, capace di illuminare il grigio delle stanze, e i tormenti di un’anima probabilmente condannata dall’esiguità del tempo che la vita mi ha dato a disposizione. Mi tradisci. Te ne vai e volti le spalle. Mandi in polvere i miei propositi, e mi lasci solo, o con l’illusione della musica, o alla ricerca di qualche amico che non verrà mai.
O alla ricerca di una donna da amare, veramente. Non esiste probabilmente. Perché quando la ho avuta, l’ho sempre vista dissolversi e lasciare sensazioni di ingiustizia e malessere. Si bypassa tutto, si va avanti su tutto. Si dà leggerezza alle cose. Ma un sorriso che svanisce è tale e sempre rimarrà. Il mio amore che ti penetrava era il ponte d’amore tra i nostri due corpi. Ho costruito troppi ponti per sopportare ennesimi crolli.
Il sole che se ne va è il nodo della nostra esistenza, è ciò che c’è adesso e non ci sarà domani, di ciò che hai in mano ora, e non hai dopo 10 minuti. E’ insieme sogno e illusione. La stagione focosa dell’amore, delle scopate sette volte al giorno, di lunghe venute e di fontane da ammirare: è l’estate. Quando il sole ti scalda così tanto da far sentire il peso del suo corpo fino alla morbosità. E così arriva inevitabilmente l’autunno, perché se c’è troppo caldo, si cerca riparo e conforto in un posto più fresco. Momento di riflessione, e dell’amore più voluto, della ricerca di un amore diverso, meno passionale ma più ricercato. Questo pomeriggio è per me l’inverno. Dopo l’estate della mattinata, non ci sei già più, e ti ho lasciato dopo l’amore più bello, sul peso dell’egoismo e dell’invidualità. Quanto tocca sacrificare della vita? Forse tutto. Rimaniamo solo noi e le nostre cellule che invecchiano, per fortuna libere di emozionarsi ancora per una buona musica o per una lumaca che si nutre lentamente dell’erba, probabilmente ignara di tutto il mondo che le sta intorno.
Aspetterò la primavera, quando i boccioli rifioriranno, e il caldo sole ricomincerà a splendere per lunghe giornate e ad accompagnarmi per stretti ma impetuosi sentieri d’amore. Come vedi, sole, mi dai ancora illusione. Non mi fai vivere il presente che vivo ma il presente che voglio vivere.
A volte, sento la reale voglia che mi lasci nell’oscurità, libero di trovare il sole dentro di me…
Tratto da un romanzo che non avrà mai luce, perché non ne ha.
F.
Pillole notturne di saggezza su messenger
non esplicito né l’argomento né il mio amico, ma chi vuol prendere il succo dda questeparole lo faccia, chi no, pazienza, ci son altri 8mila blog, o se voelte rimanere qua, più di 180 post:)
a presto.
“tutti la prendono come una cosa “particolare”, il quinto segreto di fatima che uno deve rivelare per potersi considerare amico, ma per me è una cosa del tutto normale è come se ti venissi a dire ciao federì ho gli occhi marroni…….. cazzo lo vedi da solo che ho gli occhi marroni no? e io penso che se la gente vuole vedere vede, se vogliono restare sulla loro nuvola ci restano”
“poi ho imparato che l’attrazione è qualcosa che va al dilà della pura sessualità”
e se non c’è più tempo per l’amore…
… l’amore per le piccole cose… il fondersi di sguardi senza tempo… sdraiati sotto al faggio, ad ammirare gli occhietti di un cane felice, del bruco che risale lentamente il filo d’erba…
dove sei tu, pioggia che cadi forte sulla mia fronte, senza ombrelli e senza tetti? Non c’è più nulla in questa vita.
Lo dirò solo una volta, e dopodiché proseguirò come sempre, a parlare di politica, di cinema, di traffico e di multe, di feste e di soluzione per il buon vivere: SIAMO TUTTI RIDICOLI.
Siamo fuffa, polvere inutile. Siamo lo strato di bianco che si forma sopra la nostra tv, quel bianco polvere che non togliamo perché non abbiamo nemmeno il tempo di prendere la pezzetta e toglierla.
Siamo in una realtà irreale. Una realtà che ci ha protetto dalla peste e dalla fame, ma ci ha anche tolto della libertà di soffire in santa pace. Ci ha messo nelle condizioni in cui una multa ci rovina il mese perché non sappiamo dove prendere quei 124 euro. Multa. Pezzo di carta auografato da un vigile. Vigile…. cappelletto e giacchetta strane…. chi è… cosa siamo?
E’ irreale, siamo inutili, non siamo niente.
Ci siamo persi.
O, almeno io, non so più dove cazzo sto. Ditemelo voi dove minchia sono.
Torno sul sito della wind a ricaricare il mio cellulare… …. … !

“se non avrai più l’impeto di amare, voltati, e dirigiti verso il fiume. Il suo letto ti accoglierà, ti porterà via dalla tua inutilità”
dogma cinese



Commenti recenti