Post archiviati sotto 'Emotions'

Quando i ricordi ti schiacciano…

… non resta che giocarci a dadi…

sperando esca un numero più alto.

Federico Armeni

luglio 8, 2008 at 7:33 pm Lascia un commento

“Rompere gli equilibri”

Si usa nel calcio, quando una partita è ferma sullo 0 a 0, quando non c’è un tiro in porta, quando una squadra sembra non prevalere sull’altra. Poi, un episodio o un calciatore cambia le sorti della gara, e “rompe gli equilibri”.

In un momento per me di grande serenità, dove Roma sembra finalmente sorridermi e gli amici svegliarsi come la buona Primavera, in cui le persone a cui vuoi bene aumentano, e i fiori attorno a te odorano e profumano senza essere eccessivi, decido di “rompere gli equilibri”.

Una “rottura” stabilita da tempo, quando il periodo per me non era molto buono (come scrissi in un precedente post, quando uno viaggia, fugge sempre e comunque da qualcosa… che sarà l’occasione per capire che invece lo si può e deve fare anche in momenti di grande serenità?), e con la Primavera speravo di rifiorire. E’ accaduto, e spero questo fiore continui a conservarsi anche in irlanda, dove vado ora una settimana.

Per una volta non fuggo da qualcosa che mi dà fastidio, ma da molte cose positive che so portando avanti, dalle piccole situazioni ai progetti futuri. Speriamo che l’equilibrio si sposti in mio favore, e che non sia un autogoal. Incrocio le dita, e pure le palle!

Un saluto a tutti, a coloro che sento vicini in questo momento, da Athena a Matteo, da Andrea a Marco, dai miei cagnolini alla gens di Santa Marinella, dai progetti con Percentomusica ai miei amici Davide, Dario, Daniele, con cui stiam progettando cose ottime per il futuro della musica e della cultura a Roma. E anche ai miei compagni universitari che quest’anno non mi hanno praticamente mai visto, e a cui avevo promesso di svolgere qualcosa con loro a giugno. Non so se riuscirò a mantenere questa promessa… anzi.
Che dirvi, speriamo di reincontrarci tra una settimana con ancora più energia e ancora piùù soluzioni per un presente e un futuro sempre pieno di fiori.

Cercherò di tenere un breve blog from Ireland per sentirvi più vicini. Appuntamento Sabato 24 al Circolo degli Artisti, per brindare al ritorno con i fiori di sempre in mano!

maggio 15, 2008 at 11:31 am Lascia un commento

Ma come hai fatto prima a vivere senza tramonto

Seduto sulla soglia del mare… aspetto la fine della giornata. I miei occhi si facevano corrugati, nello sforzo di cogliere le sfumature dell’immenso sole che scendeva. L’aria cambiava, l’umidità dell’aria saliva, e mi accorgevo di come il giorno stesse andando, e la notte stesse cominciando.

I pensieri volano, e volano arcaici. Chissà cosa poteva significare Seicento anni fa questo momento. Quando tutti si barricavano nella loro baracca per l’arrivo del buio. Il buio vero, quello che noi non conosciamo.

E ora qui, tra un ciglio di scoglio e una battigia salina dolcemente profumata. Quell’umidità a cui rispondo con una lampo di felpa, e quei colori che misteriosamente si trasformano in cielo, destando la mia curiosità e attenzione. Mai paura, ma entusiasmo e voglia di scoprire.

Nel mondo dove “tutto è scontato”, i pensieri vanno al sorriso della ragazza di 5 giorni fa, al quale rispondo ancora con nostalgia e malinconia. Quel tramonto che riporta alla terra, al suo valore, distrugge tutto ciò che noi creiamo nella società. Penso a quegli stupidi esami, o quegli stronzi orari di lavoro. Il “dio danaro”, il” diavolo successo”, coloro che rovinano l’anima pura delle persone.

Quelle sfumature che mi hanno permesso di abbandonare la nave per la mia sciluppa di salvataggio. Abbandono la sicura nave della società sicura, mi butto nella mia barchetta dove devo essere io a remare. Stanco di persone parassite, ignobile la visione di coloro che danno un NO come se fosse un Si. La freddezza dell’essere preso dalle proprie cose, l’inutilità dello stare chiusi in casa perché “devo fare questo”.

Corro così…

nei miei pensieri…

Un signore coi baffoni mi sveglia, toccandomi sulla spalla dolcemente.

Io lo guardo bene… “ehy signore”. “Ragazzo, rieccoti qua”.

Lo incontrai a fine Settembre. Era la stagione estiva che finiva, e parlammo – stimolato dalle sue domande sul come un ragazzo stesse passeggiando su quella sabbia dove ormai non passavano altro che vecchi bisognosi di iodio – di come ormai si sia perso il valore di ogni cosa, e di come un giovane con legami profondi alle radici sia destinato a esser solo.

Lo guardo “il signore”. “Come sta!” – gli chiedo – “Di nuovo qui… Ma come fa a ricordarsi di me!” – aggiungo.

“Non solo ti ricordo, ma ti aspettavo” – mi risponde.

“Mi aspettava?”

“Tutte le sere son passato qui da aprile ad ora, perché sapevo che saresti tornato qui in questo periodo”

“Come faceva a saperlo”?

“C’era scritto nei tuoi occhi. E una cosa che leggi te la ricordi sempre, come un titolo di giornale o una notizia, no?”

“Che bello il mare…e questa aria… sto leggendo in queste sfumatore – che ora, guardi, si fanno viola! – che ciò che sono e ciò che faccio nella vita è inutilità, se non scorgo quotidianamente il sapore e il significato vero della vita”

“Oggi i tramonto è buono solo per una cartolina. Bisogna essere coerenti col sole che ti saluta. Bisogna abbracciarlo con coerenza, bisogna dirgli: io non sto facendo niente per ucciderti”

“Mi fai sentire male così… scusami se ti do del tu… sarà che con queste parole sembri la mia coscienza”.

“Non sono la tua coscienza, ma non puoi essere qui a inneggiare alla vita se poi non parti da te stesso per non distruggerla e far sì che continui. La terra, e il sole, è come un amore. Lui ti da qualcosa, te devi contraccambiare con tutte le energie possibili”

“Hai toccato un tasto dolente… non sai quante volte mi sono sentito io il sole…”

“Appunto, non farlo sentire triste, come ti vedo ora adesso… voltati e guarda come ci sta salutando… è ormai uno spicchietto…”

“ahhh….”

Il silenzio. Due, tre quattro minuti. Il signore si era allontanato da me, io mi ero immerso nei colori del sole che se ne andava.

“Signore! dove va!”

“Ragazzo! ma ti sei chiesto come hai fatto prima a vivere senza tramonto!?”

Mi alzo e vado nell’altra direzione. Penso alla mia solitudine, a ciò per la quale sono condannato, alla sensibilità che mi rende inconciliabile con gli altri, a quello spirito che da e che vuole sempre un abbraccio in cambio, a quello spirito di affetto e amore che purtroppo non leggo più nelle persone che incontro.

Ma…

ma come…

come ho fatto… prima… a vivere senza tramonto……..

maggio 6, 2008 at 7:32 pm 1 commento

Tu…

!Il mio pensiero vola verso te
per raggiungere le immagini
scolpite ormai nella coscienza
come indelebili emozioni
che non posso più scordare!”

aprile 17, 2008 at 3:19 pm 1 commento

Ho visto te

Ballavi e ridevi…

sensualità, per una volta sorpasata

da ingenuità

da sorriso

da malizia.

Ho visto te,

ballare disinvolta,

seguire l’aria come il pescatore al tonno,

vedere me con sincertià,

scambiare con me cuore e anima,

correre leggiadri senza bisogni,

sfiorarsi senza toccarsi, guardarsi senza penetrarsi.

insegnami ancora una volta l’amore,

l’amore della leggerezza,

della disinvoltura,

dell’ingenuità,

dell’essere senza avere,

dell’avere senza possedere.

Del cercare trovandosi,

del trovarsi e non lasciarsi.

marzo 4, 2008 at 6:50 pm Lascia un commento

Premio Pulitzer ??

Non so che ne pensate, ma questa foto che m’è venuta oggi, è incredibilmente meravigliosa.

Under the bridge, Tevere, In front of Isola Tiberina. Fabruary, Rome.

febbraio 21, 2008 at 8:56 am Lascia un commento

Di ritorno dalle Marche!

Ciao a tutti. Sono tornato dalle Marche oggi, e sto al pc da 8 ore. 98 email pulite da leggere, 561 invece erano di spam. Qualche recensione da inserire, scritte in una baita di montagna…mentre fuori si preparava a nevicare… questa mattina mi son svegliato coi fiocchi bianchi scendere dalla finestra… ed è stata una emozione che è entrata diretta in “top five” della mia vita. Per noi romani, son scene impagabili, uniche. Soprattutto se totalmente inaspettate.  Come è stato questa mattina.

Ho fatto degli scatti della mia “gita marchigiana”, che altro non è stato che visitare mio nonno 90enne, e purtroppo anche lui in procinto di lasciarci presto, spero il meno presto possibile. Questo 2008 ha già “regalato” un lutto 3 ore dopo che è cominciato, quindi come si dice: “abbiamo già dato”. No? Ma oltre le due orette all’ospedale, da Camerino mi son spostato prima sul mare (sabato), poi sulle montagne innevate (domenica). Stamane ha nevicato anche nel mio paesino a bassa quota… e nessuna previsione lo dava.

Ho inserito qualche foto nel nuovo profilo flickr “Fred Lebowski“, presto metterò altri scatti, soprattutto della neve nel mio paesino, e la scena della neve che si vede direttamente dalla finestra! Inutile dire che da subito, in pigiama, ho preso la macchina fotografica per fare le foto a questa cosa per me incredibile!

Grazie nonno, grazie nonna. Son sicuro che c’è anche il tuo zampino dietro queste emozioni bellissime, guarda caso la prima volta che tornavo dopo il tuo addio…

vi abbraccio.

febbraio 11, 2008 at 10:23 pm Lascia un commento

A nonnina mia

Colori… Vento… Sole.

Occhi, profondi.

Sorriso, sincero.

Le tue mani nel verde,

nell’acqua limpida,

sui nostri giovani capelli.

Quando una persona lascia di sé queste immagini

legate al senso più puro

e meno artefatto di VITA,

lascia anche dentro di noi

il grande insegnamento del

valore delle piccole cose,

dell’essenziale, dell’umanità.

Cosa lasceremo noi delle nostre vite? che aggettivi?

Successo, carriera, importanza? Forse sogni,

speranze, illusioni, disillusioni.

E tu, invece: soffi, respiri, gambe, piedi,

mani… il tuo rossore del viso,

il tuo pensare agli altri sempre,

la tua mente libera, libera di poter amare;

e cos’è la libertà se non questo?

Nonnina mia, non ho mai

creduto, dal basso della umile

gioventù, in un Dio che ostenta

a farsi sentire nella vita di tutti i giorni.

Ma se davvero ci sei e ci sarai,

sappi che potrai entrare nel mio letto quando vuoi,

poggiarti sulla poltrona della mia auto,

venire con me quando uscirò a inseguire, a mio modo e nel mio differente mondo,

quei valori che trasudano dai fatti e dalla storia della tua persona.

Fatti sentire se ci sarai, non avrò paura di credere,

ma sappi che se non ti vorrai far sentire,

sei dentro di me per sempre…

ti cercherò in quei prati verdi

dove la tua libertà,

corre felice.

nonna-venanzia.jpg

nonnina-mia.jpg

Venanzina Giori, 25 / 11 / 1924 – 01 / 01 / 2008

gennaio 2, 2008 at 11:27 pm 2 commenti

ma quanto è bello Paco?? :-)

novembre 27, 2007 at 10:42 pm 1 commento

Dalla pelle al cuore…

Il sesso fa partire
l’amore fa tornar da te

e dalla pelle al cuore
che adesso sto davanti a te

So che mi perdonerai

mi devi perdonare
so che tu ce la farai

e dalla pelle al cuore
che devo ritornare
senza più parole
senza farti male

e dalla pelle al cuore
e tu lo capirai
solo da uno sguardo
tu lo scoprirai

Non cerco comprensione
e lacrime che tu non hai
è stata un’emozione
che mi ha rubato l’anima

Dolcissimo mio amore
e non mi ha fatto vivere
si apre il tuo portone
e adesso sei davanti a me

e dalla pelle al cuore
che devo ritornare
senza più parole
senza farti male

e dalla pelle al cuore
e tu lo capirai
solo da uno sguardo
tu lo scoprirai

e dalla pelle al cuore
che devo ritornare
senza più parole
senza farti male

mi perdonerai
mi perdonarai
mi devi perdonare sai
mi perdonarai

e dalla pelle al cuore
e tu lo capirai
solo da uno sguardo
tu lo scoprirai

e dalla pelle al cuore
che devo ritornare
senza più parole
senza farti male

mi perdonerai
mi perdonarai
mi devi perdonare sai
mi perdonarai

Mi perdonerai

novembre 24, 2007 at 11:19 pm Lascia un commento

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