Post archiviati sotto 'domande'
odio l’inverno
come tutti gli anni devo ribadire la stessa cosa: odio l’inverno, i lunghi mal digola, l’uscire abbardati, lo stare attenti anche a parlare di fuori o uscire un attimo ad accarezzare i cani.
mancanze di libertà che si accavallano a quelle della grande città, che ti proibisce di fare le cose in certi orari, di programmare la vita secondo i tuoi bisogni e non per forza allineandoli con quelli degli altri…
dove andremo??? almeno io, non lo so.
Il silenzio del rumore
Il silenzio del rumore
delle valvole a pressione
i cilindri del calore
serbatoi di produzione…
Anche il tuo spazio è su misura!
Non hai forza per tentare
di cambiare il tuo avvenire
per paura di scoprire
libertà che non vuoi avere…
Ti sei mai chiesto quale funzione hai?
IL The fa male alla gola??
Siccome non ho trovato niente sul web a riguardo, e siccome è una mia convinzione da qualche tempo e vorrei capire perché ogni volta che prendo the più di due volte a settimana la gola diventa viola…… provo a lanciare qui la domanda, e chissà che un giorno qualcuno che cerca nei motori di ricerca lo stessa stessa risposta, arrivi qui e possa finalmente condividere questo dolore con qualcuno!!!!
Il problema è che il the mi piace troppo, soprattutto con un po di miele sciolto dentro! Prima di rinunciarci vorrei risposte certe…
Nella rinuncia c’è la vittoria?
Secondo voi: è vero che in questa società dove tutto c’è e tutto è dovuto, nella rinuncia c’è la vera scoperta di ciò che si vuole eper cosa bisogna vivere?
Provo a farvi immaginare. Provare a vendere la vostra casa a Roma. Lasciate il vostro lavoro. Oppure, immaginatevi senza quell’università, senza quella passione cinematografica, senza quelle discoteche notturne.
Cosa rimarrebbe? Voi. Soli. Oggi non siamo piùnoi, ma il nostro contorno. Ci definiamo in base ai nostri bisogni, nona quello che siamo. Eppure per sapere chi si è toccherebbe giocare insieme, mangiare insieme, fare l’amore, o abbracciarsi e parlare.
Il consiglio ragazzi? Rinunciate a qualcosa. Da domani.
Ma se volete consigliare qualcosa a me, ve ne sarei grati. Il tutto mi è poco chiaro. Mi sento solo invaso dai bisogni, e da ciò che faccio. Non riesco piùa trovarmi, se non il mezzo al casinoso mondo che mi sono creato.
Chissà perché…
«Dall’Unità d’Italia (1860) non meno di 26 milioni di italiani hanno abbandonato definitivamente il nostro Paese. È un fenomeno che, per vastità, costanza e caratteristiche, non trova riscontro nella storia moderna di nessun altro popolo». Questo scrive Enriquez Spagnoletti, in un numero speciale dedicato all’emigrazione, nella rivista Il Ponte, rivista fondata da Piero Calamandrei.
Una domanda che viene in mente così
ma per quale motivo un politico deve andare al ristorante e addebitare il conto alla sua azienda, cioè lo Stato, e cioè NOI?
Se qualcuno ha una risposta, fuori dal classico “politici magnoni”, pronto ad ascoltarlo!



Commenti recenti