Archivio per febbraio, 2012
Ma non ti basta la memoria per essere triste?
Un giovane, preso dall’entusiasmo della sua vita comoda e senza fatiche, esclama e scalcia sassi per strada.
Mi avvicino, voglio sentire la sua voce. Il suo suono, non tanto quello che dice. Per capire se è buono.
E’ un buono d’animo.
Urla e grida, manipola i suoi braccialetti, e cerca con los guardo qualcuno.
“Che hai?” – gli chiedo.
“Questi giovani! Ma non li vedi! Sono tutti tristi! Ma cazzo, sei giovane e già sei vecchio! Ma cantate, ballate, fate qualcosa di bello!”
“Che intendi per qualcosa di bello?”
“Certo qualcosa che non sia quello che ascolto oggi e quello che vedo oggi, persino dai giovani.”
Lo ascolto, confesso che sono interessato a questo fiume di energia. Non lo critico affatto.
Presto, però continuando a conversare, capisco che dietro questa sua rabbia c’è l’ignoranza. Non in senso negativo, l’ignoranza da ignorare, non sapere. Infatti, gli dico:
“Il problema è che oggi a una età che tu definisci giovane, si può già arrivare a delle verità che prima o si vivevano in prima persona o altrimenti non le avresti mai sapute. Un giovane oggi sa di Shoah, come di Comunismo. Riflette sulle risorse del Pianeta, riflette sul perché sua zia ha sei case di proprietà mentre un’altra famiglia deve pagare l’affitto a vita e non avere il tempo di andare a teatro se non du o tre volte nella vita. La tua felicità, il tuo grido, è puramente egoista”.
“Egoista?”
“Certo, poiché tu critichi chi è triste, chi canta della tristezza e della malinconia, e inciti a chissà quale ostantata gioia. Eppure nel mentre che parliamo altri esseri viventi, non soltanto umani, stanno soffrendo e morendo ingiustamente”
“E io che posso fare?”
“Ascoltare. Ascolta quelle voci. Vedrai che purtrppo sarai triste anche tu”
” E perché devo essere triste?”
“Perché è la condizione umana necessaria. dietro di te e attorno a te c’è troppa sofferenza per ridere. Puoi pure non guardare… ma è difficile che non vedi”.
Continuando a scalciare, se ne va… e mi insulta.
Allontanatosi, esclamo: “Ma non ti basta la memoria per ssere triste?”
in quel momento, sul pavimento, un San Pietrino marchiato, con data di nascita e morte di un ragazzo di 25 anni trucidato durante il fascismo, prende luce come segno di quale che sia destino.
Il ricordo, la memoria.
There will Be…. there will be a Light
I wish we could live forever
Then melt into the sun
Melt into the sun
Time is gonna change you
Once it gets you on the run
Gets you on the run
There will be
There will be
There will be a light
There will be a light
There will be
There will be
There will be a light
There will be a light
I’ve been running
Ever since
Ever since I was a child
Some call it free
And some call it wild
There will be
There will be
There will be a light
There will be a light
There will be
There will be
There will be a light
There will be a light
Let the warmth of my love
Dry away all your tears
Fear not for I am with you
I will fear not – fear not – with you here
There will be
There will be
There will be a light
There will be a light
There will be
There will be
There will be a light
There will be a light
There will be
There will be
There will be a light
There will be a light
Gesù e la Croce. Tu e la tua croce.
Un uomo superficialmente per strada disse: eh! Ognuno porta la sua croce!
Certo, rispose un altro.
Ma tu per cosa la porti la tua croce?
Non importa! tanto ognuno ha la sua!
eh no, perché dipende perché la porti quella croce. Gesù ha portato la croce per salvare gli uomini, l’umanità. Tu?





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