Impressioni, ed espressioni, di Ottobre…

Ottobre 21, 2009

In questo magnifico, assolato, caldo e poi fresco avvia di autunno in Ottobre, si snocciolano tutti i sapori e le sensazioni di un periodo della vita, di un momento definibile cruciale per chi si prende sul serio, semplicemente profondo e intenso, per chi sa che tutto cio’ che sta succedendo ha un motivo, una ragione, e si’ una causa, ma anche una conseguenza, e tutto va preso per come e’, dolcemente, assaporandone ogni piccolo istante.

Sono giorni, quelli attuali, di Festival del Cinema di Roma, e seppur personalmente in sordina, non affogato nelle sale a sottopormi a fiumi di magnifica cultura, ma comunque sempre dentro spiritualmente e con un ruolo nel Festival, seppur diverso dagli scorsi anni. Quel Festival che mi ha fatto crescere tanto, e che ha dentro memorie vere e di vita realmente vissuta. Ma tra scatti e interviste, risate e osservazioni, attese interminabili (domani arrivano i fratelli Coen, e per me e’ solo che una emozione clamorosa), il sole si eleva sopra a noi, e i colori dell’autunno riempiono l’iride di forti contrasti.

Il vento di questo Ponentino di ottobre, quel venticello e quel sole che dal tempo dei tempi fa chiamare questo magico mese col nome di “Ottobrata Romana”, e che richiama a se’ sempre riflessioni di una estate finalmente conclusa, e di una nuova stagione all’avvio. Quel Novembre che ci richiama a se’ a dire: “spero vi siate preparati bene, altrimenti vi aspetta una stagione di sofferenza e di lotte”. Sofferenza e lotte che penso di aver affrontato puntualmente ogni inverno, con rare eccezioni. E da esso son cresciuto tantissimo.
Questo inverno invece sento di sentimi pronto, e anche se i semi che ho piantato sembrano soltanto ai primi germogli, credo che per questa stagione siano alberi dove arrampicarsi, e finalmente “vedere il mondo dall’alto”, che metaforicamente per me significa semplicemente (semplicemente…) aver capito cosa si vuole e di cosa si ha bisogno per la propria persona, e i propri sentimenti, umori, clamori. Senza farsi prendere da inutile ansie sul “cosa fanno gli altri”.

Scorrono in questo Ottobre alcuni visi che mi commuovono, che solo l’asprezza del presente fa si’ non ci si soffermi, ma che la forza del tempo riesce a dargli il giusto valore.
Il calore di un amico accanto e delle sue situazioni difficili, e quello che tu cerchi di dargli spontaneamente. Le lotte fratricide in famiglia, fatte – con l’eta’ adulta – di sorrisi di copertina e guerra fredda che lentamente speri portino alla pace da entrambi i lati. La guerra fredda e’ calma apparente, e anche se ci siamo abituati ai telegiornali e a discorsi poco interessanti, dentro di noi sappiamo che la nostra liberta’ ci porterebbe altro ed altrove, che valiamo di piu’, che non siamo quelli. Siamo affluenti ora, ma saremo fiumi presto.

Si snocciola cosi’ il sorriso e il contatto di una nuova persona conosciuta, e con lei le attese e le speranze, i pensieri notturni e i risvegli mattutini, gli occhi che brillano al mattino di sole e d’azzurro, e il sangue che tutto ad un tratto circola al contrario… e sveglia i sensi, e scalda piedi e mani, schiena e cazzo.

Un ottobre viscerale, un ottobre vero, con incredibili alti e bassi e sali e scendi, come da molto non mi accadeva, conseguenza naturale del mio lungo girare e cercare quel qualcosa che sembra esser stato finalmente trovato. Ma ci vorra’ del tempo per mettere tutto in ordine e in fila, come qualsiasi persona che vive i momenti nel profondo deve fare. Il mondo e’ pieno di farfalle, ma la farfalla alla fine della giornata muore, e questi immensi viaggiatori senza una casa e senza una guida, mi danno questo senso di fine alla fine di ogni giornata. Io voglio essere aquila, e vedere il cambio del tempo sotto di me, in me, sopra di me, dentro di me.

Tra le foglie fradicie al suolo, l’odore di piscio di chi non se l’e’ trattenuta, una birra rotta sul dolce marmo di un Secolo fa, sui rumori del fiume e il canto degli uccelli, col pensiero “qui e la’”, passa e scorre questo autunno che mi riporta con la mente continuamente ai boulveard di Parigi, a quelle immense camminate fatte col profumo di liberta’ 11 mesi fa… mente che poi, grazie a un iphone connesso a qualche ignaro nonnetto, va alle foto di Miami di 9 mesi fa, grazie a un tag che i ritrare in canottiera e ciabatte sopra di una bicicletta… e poi mi riporta al dolce presente degli amici accanto in questo periodo, di profumi di donna che dolcemente ti passano accanto, sentendo il loro la prospettiva di momenti di fango e miele. E anche solo l’immaginazione, ti fa star bene.

La certezza di aver vissuto una vita, senza mai forzarla (inv erita’, l’ho forzata, ma coscientemente in alcuni casi), ma percorrendo veramente una strada che sembrava ti appartenesse. Sapere dove si e’ sbagliato e’ importante, e credo che nella forzatura di certi casi ho fatto l’errore piu’ grande, quando invece ogni esperienza, ogni abbraccio, ogni ballo, ogni amore, e’ come un ciambellone che, una volta sfornato, ha bisogno di tempo affinche’ assuma e prenda la sua reale forma e consistenza interna, oltre che il suo definitivo sapore…

“In silenzio soffro i danni del tempo, le aquile non camminano a stormi…”

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1 Comment Add your own

  • 1. Anna  |  Ottobre 21, 2009 at 5:21 pm

    “profumi di donna che dolcemente ti passano accanto, sentendo il loro la prospettiva di momenti di fango e miele. E anche solo l’immaginazione, ti fa star bene.”

    Ti penso, ti abbraccio, ti bacio.

    Replica

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