Archive for Gennaio 2009
Pubblicita’ Killers Nike!
Ieri in tv qui a Miami ho visto la pubblicita’ della Nike con una canzone familiare…… wau! Ho goduto!
Poi, linkando da un video a un altro ho trovato questo spot meraviglioso, che dovete assolutamente vedere!
Add comment Gennaio 26, 2009
Confesso che l’appartenenza e’ utile solo in funzione della societa’ che viviamo.
Burocrazia… tasse… stipendi, carte di credito, conti in banca.
Pensiamo che certe cose ci rendano liberi, ma in fondo i legano per sempre in un posto. Gli italiani sono un popolo condannato ad avere sempre legami con il proprio Paese, a causa del linguaggio e di un sistema burocratico lento e macchinoso. Il paese delle lobby, dove i forti cercano di tenerti a se’ in tutti i modi. E’ davvero difficile scappare da un sistema che non produce figli in grado di parlare un’altra lingua se non l’italiano a causa della pessima scuola, un sistema in cui devi aver paura di dare la carta di credito a qualcuno (le bollette impazzite della 3 sono solo l’ultimo scandalo)… che ci rende diffidenti verso tutto e tutti.
Poi andare all’estero senza una famiglia dietro o senza gli amici di sempre, e’ veramente difficile perche’ provate a firmare un contratto di 80 pagine in inglese, o provare ad approcciarvi con uomini d’affari provenienti da un’ altra lingua. Insomma e’ piu’ facile chiamare la mamma per il conto in banca o conoscere Paolo de’ Primavalle che lavora nella Banca sotto casa…
Mi sto rendendo conto che cio’ che veramente richiama l’appartenenza in un luogo e’ tutto sommato la praticita’ delle cose. Perche’ sentirsi soli nelle difficolta’ e’ terrificante. Ricordate Lost in Traslation? Oppure il Tom hanks di The Terminal? Ecco la verita’ e’ che comunque fuori dal “nostro contesto” saremo sempre degli emigranti, degli sconosciuti. Rassegnarsi a questo e’ forse la cosa migliore da fare, ma certo sbatterci la testa per capirlo e’ meglio.
Certo se penso al mio Paese, mi rendo conto che se potessi me ne andrei davvero molto volentieri lontano dai calderoni creati ad hoc dal paese di Pulcinella, dalla politica allo spettacolo.
Add comment Gennaio 21, 2009
Facebook… e veloci accadimenti
A volte penso che il blog sia un impegno. A volte penso di odiarlo, perché è come se mi richiamasse a maggiore attenzione, e a sedermi su un tavolo a riflettere su ciò che ho vissuto.
Ma la vita cambia senza che ce ne accorgiamo perché siamo uno e dentro a un corpo che non può astrarsi, e non ci vediamo mai dal di fuori.
Ma sarebbe bello pensare di vederci da fuori, e ricordare le cose del proprio tempo.
Facebook fino ad aprile scorso nemmeno ce lo avevo. Eppure oggi è una cosa indispensabile. Così come il cellulare e gli sms. A 16 anni ebbi il primo. Oggi è normale spendere 100euro al mese e passare 200minuti al mese al telefono cellulare. La mia paura è che se continuiamo a fare entrare nuove cose e nuovi bisogni nella nostra vita, probabilmente scoppieremo di cose da fare, saremo sempre più impegnati da cose di cui abbiamo fatto a meno per il resto della nostra vita, e bisognerebbe capire come mai oggi siano così indispensabili.
Gli accadimenti di cui parlo portano anche a cose più grandi. Come la voglia di viaggiare, la fame incredibile di cultura, di scoprire nuovi mondi, nuove persone, nuove lingue. E poi magari tornare al nido… ma sempre poi ripartire e ritirare le somme.
E’ bellissimo.
Però mi rendo conto come la vita mi metta di fronte a rivedere le mie a abitudini di continuo, e mi rendo conto che la felicità può arrivare solo quando rinuncerò a un sacco di cose. Ma una rinuncia saggia, di quelle che dici: è così, ne sono convinto nel mio io. Un pò come oggi sono convinto che bisogna impararsi a tutti i costi un inglese e americano professionali, e come sono convinto che la quotidianità proposta dal mio Paese di nascita non mi interessa in nessuna maniera.
Ecco, spero un giorno di trovare quel luogo dentro di me che mi faccia dire: perfetto, ora sto apposto.
Scrivo questo forse per rifarmi sentire nel mio blog, per giustificare come mai di emozioni imperdibili in Olanda e in Francia abbia parlato ben poco, e di come qui da Miami oggi mi sento ancora di riandare ad acchiappare quelle sensazioni che furono nel Novembre più bello della mia vita.
A Miami spero di ptoer dire quando tornerò che avrò passato l’inverno più bello della mia vita. Ma vorrei spiegarlo, condividerlo con tutti voi.
Son partito per Miami 8 giorni dopo esser tornato a Roma dal viaggio novembrino a Parigi e in Olanda (20 giorni in tutto in soli due luoghi non è poco), e non ho potuto parlare ed esprimermi al massimo di quello che ho sentito ed ho avuto da Paris, da Amsterdam, da Den Haag, da utrecht edalle persone meravigliose che ho incontrato.
Qua a Miami… quanti amici nuovi sto trovando? Quante situazioni nuove? prendo tutto come una scuola, ma anche in questo caso sento delle emozioni più forti di me che vorrei condividere con tutti voi.
E’ come se il caso e il tempo si siano messi “contro” di me per far sì che passi comunque meno tempo su internet e a contatto con chi conosco da anni. Il fatto di non avere internet in camera è stata una quasi scelta perché sto in America e non volevo passare più di 30 minuti al giorno dentro la mia camera, col sole che splende fuori e col mondo di cultura che mi attende ogni giorni “al piano terra”. Preferisco venire qui, a Starbucks, e scrivere tra la gente, non perdere il contatto con la realtà, della gente di mille mondi che entra ed esce, con le t shirt e le canottiere della gente, con le infradito dei surfisti… a ricordarmi che vita c’è qua.
E’ america, e non basteranno 3 mesi per farmi sentire americano, sento che sono europeo e la mia mente lo vuole sottolineare ogni giorno. vorrei entrare quasi da cittadino americano nei pub e nei club, ma sono italiano ed europeo, ho un background fatto di piccole cose, contro la amgnificienza e perfezione di questi americani che fa paura.
Le ragazze faccio quasi fatica a sfiorarle per quanto sono belle e perfette, e gli uomini sembrano tutti dei ricconi abbottonati. Solo apparenza, lo so. Ma mi sento che non sono interessato fino in fondo a togleire questa apparenza, ma voglio buttarmi in quei dirty pub dove juke box e tavoli da biliardo mi aspettano ogni giorno…
facebook… i viaggi…io che cambio.
Ciao blog, ciao volare leggero.
Federico c’è sempre. e manda un abbraccio forte a tutti quanti.
Ps. Anche le foto: altra cosa che ho deciso di limitare. Non mi va nemmeno di uscirci perché penso che poi mi metto a fare foto e cammino un decimo di quello che potrei camminare! Insomma già con le foto degli amici qua e di quelle volte che mi va di portarmi le foto arriverò a diecimila foto quindi…pazienza immortalerò qualche emozione in meno, ma ne vivrò forse di più…
Add comment Gennaio 10, 2009
Parigi… l’Olanda… e Miami
Sembrava ridicolo chiudere l’anno senza mensionare questo finale RUSH di anno…. che mi ha portato a una crescita personale mostruosa grazie alla visita di posti nuovi e magnifici.
Parigi è stata fondamentale per abbattere alcuni muri personali (vedi francia, francesi e cmq cultura del nord europa… clima e così via), e a rappresentare questo abbattimento di alcune pre rogative del passato, è arrivata la mia definitiva separazione da Athena, una ragazza con la quale son stato benissimo a Roma in Erasmus, ma che poi si è dimostrata quello che era. Niente rammarico, anche perché non sono il tipo di persona che quando vede del negativo continua a starci dentro, ma appena percepisce che una persona così positiva non è, riesce a troncare prima che il logorio del male faccia il suo corso. Parigi mi ha salvato. Mi ha fatto vivere momenti speciali… unici…che città…
Muoversi verso l’Olanda è stato ancora più importante. Un mondo di libertà, di senso di leggerezza palpabile in ogni passo e in ogni cosa che si fa in questo magnifico territorio.
Diverso è dire: “che bello”, diverso è adnare nel senso profondo delle cose. Chi mi conosce sa che ho affrontato questo viaggio europeo di 20 giorni non per fare il turista, ma per approfondire passioni, avere risposte sul mio presente e mio futuro.
Il mio viaggio, da solo, in questo posti, mi ha formato tantissimo e ha rimpicciolito ulteriormente l’idea che ho del sistema italia.
Per questi due viaggi devo ringraziare Roberto, e tutte le ragazze di spessore che ho incontrato, da Helene a Monique, da Anoinette a Francesca… ma mensionerò il tutto quandò avrò tempo.
Il freddo che colpisce gli inverni in Europa, mi ha portato a programmare – prima del viaggio parigino e olandese – il mio inverno a Miami. Anche qua, grazie a un iniziale appoggio, che è quell di Dario. Muoversi negli Stati Uniti dove non ero mai stato, e da solo, è stata una esperienza difficile e formativa. Anche qua, ho abbattutto tantissimi pregiudizi.
Dico “è stata” perché da almeno 15 giorni ho un posto tutto mio, e la vita quotidiana di Miami mi sta riempendo di energie e cose nuove, nuove e ancora nuove.
Volevo scrivere questo post prima della mezzanotte del 2008.
Qui sono le21e06, e alle 22 ho appuntamento alla doccia tra l’ottava alla nona, “quella dei campi da beach volley”. Eh si. si v ain spiaggia, birre in mano e a mezzanotte tutti a fare il bagno sotto i fuochi d’artificio.
Per me sembrerà un ferragosto, ma farò il bagno tra brasiliani e honduregni, tedesche e francesi, cubane e italiani, iraniani e australiani, svedesi e olandesi. Sarà impressionante, e la sola idea dei soliti Natali e Capodanni passati a Roma (mi spiace ma ho veramente una pessima impressione e ricordo di ciascuno di questi), mi fa sentire bene. lontano dal fraddo, lontano dalla monotonia di abitudini grette e ridicole.
Qua la gente stava in strada dalle 9 del mattino si ballava alle 16…alle 8 ero brillo…e tutto era velato di gioia e verità.
Un saluto a tutti ovviamente… e son contento di aver fatto una sorta di punto su una fase della mia vita che mi sono cercato e che finalmente sto vivendo.
Auguri and happy new year!
Add comment Gennaio 1, 2009


