Archive for Maggio 2008
Per ogni illuso che cade…
Diavolo dove sei
se non nella bellezza che muore,
se è così che ne fai
dell’amore che muove le cose?
Diavolo dove sei
se non nella bottiglia finita
quando guardo così
il mondo svanire fra le mie dita
Per ogni illuso che cade
uno si salva dalla mitraglia
per ogni illuso che cade
uno si salva dalla mitraglia
Poi mi salvo anch’io
poi mi salvo anch’io
Diavolo dove sei
se non nella campagna infinita
quando guardo così
il mondo bruciare fra le mie dita
Eccoti dove sei
nella luce accecante del sole
ora che non puoi più dirmi
di levarmi di torno
Per ogni illuso che cade
uno si salva dalla mitraglia
per ogni illuso che cade
uno si salva dalla mitraglia
Poi mi salvo anch’io
poi mi salvo anch’io
Diego Mancino
(per la serie “i consigli del giorno”: non perdetevi questo artista formidabile, unico, intimista, sognatore, diretto)

Add comment Maggio 31, 2008
“Tipi da Circolo” degli Artisti
Inauguriamo una nuova sezione di Volare Leggero che spero diventi presto un cult: “Tipi da circolo”. Le vostre foto ai soggetti più stravaganti e più fatti del Circolo, da poter far vedere a tutti quanti. Rispondiamo così anche al gruppo creato su Facebook “Chi non va al circolo è noioso o si annoia”, al quale qualsiasi fan del Circolo non può non iscriversi.
Iniziamo con le foto fatte sabato scorso. alla foto potete abbinare un “nickname”, un soprannome. L’email è federicofly@gmail.com
Il fratta:

Colui che non c’entra niente (il disadattato):

Toni Manero e Arnold Swarzenegger:

Le affettuose:

L’assassino:

Add comment Maggio 26, 2008
Quello che non c’è…
“….ma so che so camminare dritto sull’acqua e
Su quello che non c’è
Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in se
A quello che non c’è
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m’attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c’è
Curo le foglie, saranno forti
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull’acqua e
Su quello che non c’è
Ed ecco arriva l’alba so che è qui per me
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
Fottendosi da se, fottendomi da me
Per quello che non c’è”

Add comment Maggio 26, 2008
Thanks, Ireland

Come sempre: grazie Irlanda.
ti voglio bene.

Al prossimo arrivederci!
Add comment Maggio 23, 2008
“Rompere gli equilibri”
Si usa nel calcio, quando una partita è ferma sullo 0 a 0, quando non c’è un tiro in porta, quando una squadra sembra non prevalere sull’altra. Poi, un episodio o un calciatore cambia le sorti della gara, e “rompe gli equilibri”.
In un momento per me di grande serenità, dove Roma sembra finalmente sorridermi e gli amici svegliarsi come la buona Primavera, in cui le persone a cui vuoi bene aumentano, e i fiori attorno a te odorano e profumano senza essere eccessivi, decido di “rompere gli equilibri”.
Una “rottura” stabilita da tempo, quando il periodo per me non era molto buono (come scrissi in un precedente post, quando uno viaggia, fugge sempre e comunque da qualcosa… che sarà l’occasione per capire che invece lo si può e deve fare anche in momenti di grande serenità?), e con la Primavera speravo di rifiorire. E’ accaduto, e spero questo fiore continui a conservarsi anche in irlanda, dove vado ora una settimana.
Per una volta non fuggo da qualcosa che mi dà fastidio, ma da molte cose positive che so portando avanti, dalle piccole situazioni ai progetti futuri. Speriamo che l’equilibrio si sposti in mio favore, e che non sia un autogoal. Incrocio le dita, e pure le palle!
Un saluto a tutti, a coloro che sento vicini in questo momento, da Athena a Matteo, da Andrea a Marco, dai miei cagnolini alla gens di Santa Marinella, dai progetti con Percentomusica ai miei amici Davide, Dario, Daniele, con cui stiam progettando cose ottime per il futuro della musica e della cultura a Roma. E anche ai miei compagni universitari che quest’anno non mi hanno praticamente mai visto, e a cui avevo promesso di svolgere qualcosa con loro a giugno. Non so se riuscirò a mantenere questa promessa… anzi.
Che dirvi, speriamo di reincontrarci tra una settimana con ancora più energia e ancora piùù soluzioni per un presente e un futuro sempre pieno di fiori.
Cercherò di tenere un breve blog from Ireland per sentirvi più vicini. Appuntamento Sabato 24 al Circolo degli Artisti, per brindare al ritorno con i fiori di sempre in mano!

Add comment Maggio 15, 2008
una notizia interessante…
La prima testimonianza della masturbazione risale a 28000 anni fa, infatti nel 2005 fu trovato in Germania, nella caverna di Hohle Fels, un fallo di pietra levigata risalente a tale epoca probabilmente utilizzato come dildo.
La domanda è: come faceva a mettersi un fallo di pietra levigata dentro???????
Add comment Maggio 12, 2008
Ma come hai fatto prima a vivere senza tramonto
Seduto sulla soglia del mare… aspetto la fine della giornata. I miei occhi si facevano corrugati, nello sforzo di cogliere le sfumature dell’immenso sole che scendeva. L’aria cambiava, l’umidità dell’aria saliva, e mi accorgevo di come il giorno stesse andando, e la notte stesse cominciando.
I pensieri volano, e volano arcaici. Chissà cosa poteva significare Seicento anni fa questo momento. Quando tutti si barricavano nella loro baracca per l’arrivo del buio. Il buio vero, quello che noi non conosciamo.
E ora qui, tra un ciglio di scoglio e una battigia salina dolcemente profumata. Quell’umidità a cui rispondo con una lampo di felpa, e quei colori che misteriosamente si trasformano in cielo, destando la mia curiosità e attenzione. Mai paura, ma entusiasmo e voglia di scoprire.
Nel mondo dove “tutto è scontato”, i pensieri vanno al sorriso della ragazza di 5 giorni fa, al quale rispondo ancora con nostalgia e malinconia. Quel tramonto che riporta alla terra, al suo valore, distrugge tutto ciò che noi creiamo nella società. Penso a quegli stupidi esami, o quegli stronzi orari di lavoro. Il “dio danaro”, il” diavolo successo”, coloro che rovinano l’anima pura delle persone.
Quelle sfumature che mi hanno permesso di abbandonare la nave per la mia sciluppa di salvataggio. Abbandono la sicura nave della società sicura, mi butto nella mia barchetta dove devo essere io a remare. Stanco di persone parassite, ignobile la visione di coloro che danno un NO come se fosse un Si. La freddezza dell’essere preso dalle proprie cose, l’inutilità dello stare chiusi in casa perché “devo fare questo”.
Corro così…
nei miei pensieri…
Un signore coi baffoni mi sveglia, toccandomi sulla spalla dolcemente.
Io lo guardo bene… “ehy signore”. “Ragazzo, rieccoti qua”.
Lo incontrai a fine Settembre. Era la stagione estiva che finiva, e parlammo – stimolato dalle sue domande sul come un ragazzo stesse passeggiando su quella sabbia dove ormai non passavano altro che vecchi bisognosi di iodio – di come ormai si sia perso il valore di ogni cosa, e di come un giovane con legami profondi alle radici sia destinato a esser solo.
Lo guardo “il signore”. “Come sta!” – gli chiedo – “Di nuovo qui… Ma come fa a ricordarsi di me!” – aggiungo.
“Non solo ti ricordo, ma ti aspettavo” – mi risponde.
“Mi aspettava?”
“Tutte le sere son passato qui da aprile ad ora, perché sapevo che saresti tornato qui in questo periodo”
“Come faceva a saperlo”?
“C’era scritto nei tuoi occhi. E una cosa che leggi te la ricordi sempre, come un titolo di giornale o una notizia, no?”
“Che bello il mare…e questa aria… sto leggendo in queste sfumatore – che ora, guardi, si fanno viola! – che ciò che sono e ciò che faccio nella vita è inutilità, se non scorgo quotidianamente il sapore e il significato vero della vita”
“Oggi i tramonto è buono solo per una cartolina. Bisogna essere coerenti col sole che ti saluta. Bisogna abbracciarlo con coerenza, bisogna dirgli: io non sto facendo niente per ucciderti”
“Mi fai sentire male così… scusami se ti do del tu… sarà che con queste parole sembri la mia coscienza”.
“Non sono la tua coscienza, ma non puoi essere qui a inneggiare alla vita se poi non parti da te stesso per non distruggerla e far sì che continui. La terra, e il sole, è come un amore. Lui ti da qualcosa, te devi contraccambiare con tutte le energie possibili”
“Hai toccato un tasto dolente… non sai quante volte mi sono sentito io il sole…”
“Appunto, non farlo sentire triste, come ti vedo ora adesso… voltati e guarda come ci sta salutando… è ormai uno spicchietto…”
“ahhh….”
Il silenzio. Due, tre quattro minuti. Il signore si era allontanato da me, io mi ero immerso nei colori del sole che se ne andava.
“Signore! dove va!”
“Ragazzo! ma ti sei chiesto come hai fatto prima a vivere senza tramonto!?”
Mi alzo e vado nell’altra direzione. Penso alla mia solitudine, a ciò per la quale sono condannato, alla sensibilità che mi rende inconciliabile con gli altri, a quello spirito che da e che vuole sempre un abbraccio in cambio, a quello spirito di affetto e amore che purtroppo non leggo più nelle persone che incontro.
Ma…
ma come…
come ho fatto… prima… a vivere senza tramonto……..

Add comment Maggio 6, 2008
Che senso di libertà!
1-2 maggio 2008, il senso di libertà, la voglia di volare.
Tor San Lorenzo, Lido di Tirrenella.


Add comment Maggio 2, 2008


