Nella rinuncia c’è la vittoria?
settembre 29, 2007 at 6:06 pm 5 commenti
Secondo voi: è vero che in questa società dove tutto c’è e tutto è dovuto, nella rinuncia c’è la vera scoperta di ciò che si vuole eper cosa bisogna vivere?
Provo a farvi immaginare. Provare a vendere la vostra casa a Roma. Lasciate il vostro lavoro. Oppure, immaginatevi senza quell’università, senza quella passione cinematografica, senza quelle discoteche notturne.
Cosa rimarrebbe? Voi. Soli. Oggi non siamo piùnoi, ma il nostro contorno. Ci definiamo in base ai nostri bisogni, nona quello che siamo. Eppure per sapere chi si è toccherebbe giocare insieme, mangiare insieme, fare l’amore, o abbracciarsi e parlare.
Il consiglio ragazzi? Rinunciate a qualcosa. Da domani.
Ma se volete consigliare qualcosa a me, ve ne sarei grati. Il tutto mi è poco chiaro. Mi sento solo invaso dai bisogni, e da ciò che faccio. Non riesco piùa trovarmi, se non il mezzo al casinoso mondo che mi sono creato.
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1.
Lessio | ottobre 1, 2007 alle 12:28 am
ci riflettiamo nei bisogni che abbiamo, se no non si chiamerebbero bisogni. bisogni sono anche interessi, e senza interessi non è vita. non penso si possa solo mangiare, dormire e andare al bagno. io vivo nel mio contorno, ma è mio e per questo ciò che intorno sono io. io vivo nel film che vedo al cinema, io vivo nel gol di totti, vivo nella canzone che suona, vivo nella foto che faccio, vivo nella vita degli altri e tutto ciò è una vittoria. rinunciare è semplicemente perdere qualcosa di noi stessi. questo è il mio punto di vista
2.
carolina | ottobre 1, 2007 alle 2:36 pm
beh, la visione dell’autore del blog in questo momento è decisamente più “zen”, sono scuole di pensiero, secondo me avete ragione entrambi, dipende da cosa uno vuole in un determinato momento. e comunque secondo me i desideri sono decisamente più interessanti dei bisogni
3.
farmeni | ottobre 1, 2007 alle 3:08 pm
non sono la stessa cosa?
si desidera sempre qualcosa… qualcosa di più…di meglio…
4.
Angela | ottobre 3, 2007 alle 12:26 pm
Intendi dire che siamo nati per stare a contatto con la terra, mangiare sano e correre liberi su prati e montagne? Però tutti i “bisogni” che ci sono ci diversificano perché la tua sensibilità, che hai forte e si vede da ciò che scrive, c’è grazie a questi “contorni”, perché col tempo la musica, il cinema l’arte, ti ha dato un’anima.
Da solo non saresti mai arrivato ad essere ciò che se. Quesot non significa che devi seguire OGNI cosa bella della vita…anche seil rischioè questo…perdersi nella ricerca continua di un qualcosa.
5.
francy | giugno 1, 2010 alle 9:43 am
cosa cambia nella rinuncia …o nella vittoria??