Storie di Roma… la libreria che chiude… la crisi….

Add comment Novembre 4, 2009

Il Buco Sbagliato…

Add comment Ottobre 30, 2009

Canzone per l’autunno… mi immagino con te… fare l’amore tra le vigne….

Succhiando l’uva… mi inchino.

Add comment Ottobre 29, 2009

Musica Armena… Favole dal Medioriente

Add comment Ottobre 29, 2009

Crash… il mio film preferito di sempre, regala anche (e soprattutto), delle musiche incredibili

se non vaete visto sto film… andatevelo a vedere, significherebbe che non avete vissuto. Veramente.

Add comment Ottobre 27, 2009

Cosa e’ il Nichilismo

Nichilismo
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Il termine nichilismo (dal latino nihil, nulla, da cui nihilismo, secondo una dizione desueta e dal latino medioevale nichil dello stesso significato) designa in senso generico l’atteggiamento o la dottrina volti a negare in modo definitivo e radicale l’esistenza di qualsiasi valore in sé e l’esistenza di una qualsiasi verità oggettiva. Nella sua versione più estrema, il nichilismo considera la realtà stessa come radicalmente inconoscibile. Il nichilismo rappresenta la volontà di negare i valori già esistenti.

Nel nichilismo bisogna distinguere tra un nichilismo etico e un nichilismo più propriamente gnoseologico.
Già sant’Agostino usava tale termine per designare gli atei ma nella modernità l’uso di questa terminologia si è diffuso a partire dal XVIII secolo con i lavori di F. Jacobi e Jean Paul. Il termine nichilismo è poi diventato di uso consueto tra un più largo pubblico soltanto grazie alla notorietà che il nichilismo russo diede a questo termine con il romanzo “Padri e figli” di I.S. Turgenev pubblicato nel 1862.
Con le parole del filosofo Pier Paolo Ottonello (n. 1941) possiamo affermare:
« Il nichilismo come negazione radicale o metafisica, è dunque negazione del senso dell’essere e degli enti in quanto significato e realtà sostanziali e valorativi, che possono essere tali solo in quanto fondati nell’assolutezza dell’essere. Nichilismo è dunque, essenzialmente, l’assoluta negazione di ogni assolutezza, che percorre le strade o dell’indeterminazione dell’essere e degli enti o dell’univocità radicale essere nulla. »
In un significato più comune, il nichilismo è una concezione delle cose, in base alla quale la realtà sarebbe inesorabilmente destinata a declinare nel nulla, ovvero, dal punto di vista etico, sarebbe indeterminabile o assente una finalità ultima che orienti il corso delle cose e la vita dell’uomo. Dato che l’uomo è limitato e sperimenta ogni giorno questo limite nella morte e nelle sue dolorose anticipazioni, allora egli può essere spinto a considerare – al di là di quanto ne sia cosciente – che il niente sia il vero senso dell’essere. L’affermazione nichilista nega pertanto, in questo senso, vera consistenza alla realtà e di conseguenza esclude che l’uomo possa fare esperienza della verità in quanto tale, considerata come oggettiva e universale.
Per Sergio Givone se da una parte il “nichilismo metafisico” afferma che il mondo non ha senso (perché la morte è l’orrore che tutto annienta) e termina così in un assurdo, dall’altra il nichilismo dei nostri giorni è più tranquillizzante e consolatorio: predica l’accettazione da parte dell’uomo della propria condizione e l’inutilità delle speranze che sono fuori dalla sua portata.

Add comment Ottobre 23, 2009

Impressioni, ed espressioni, di Ottobre…

In questo magnifico, assolato, caldo e poi fresco avvia di autunno in Ottobre, si snocciolano tutti i sapori e le sensazioni di un periodo della vita, di un momento definibile cruciale per chi si prende sul serio, semplicemente profondo e intenso, per chi sa che tutto cio’ che sta succedendo ha un motivo, una ragione, e si’ una causa, ma anche una conseguenza, e tutto va preso per come e’, dolcemente, assaporandone ogni piccolo istante.

Sono giorni, quelli attuali, di Festival del Cinema di Roma, e seppur personalmente in sordina, non affogato nelle sale a sottopormi a fiumi di magnifica cultura, ma comunque sempre dentro spiritualmente e con un ruolo nel Festival, seppur diverso dagli scorsi anni. Quel Festival che mi ha fatto crescere tanto, e che ha dentro memorie vere e di vita realmente vissuta. Ma tra scatti e interviste, risate e osservazioni, attese interminabili (domani arrivano i fratelli Coen, e per me e’ solo che una emozione clamorosa), il sole si eleva sopra a noi, e i colori dell’autunno riempiono l’iride di forti contrasti.

Il vento di questo Ponentino di ottobre, quel venticello e quel sole che dal tempo dei tempi fa chiamare questo magico mese col nome di “Ottobrata Romana”, e che richiama a se’ sempre riflessioni di una estate finalmente conclusa, e di una nuova stagione all’avvio. Quel Novembre che ci richiama a se’ a dire: “spero vi siate preparati bene, altrimenti vi aspetta una stagione di sofferenza e di lotte”. Sofferenza e lotte che penso di aver affrontato puntualmente ogni inverno, con rare eccezioni. E da esso son cresciuto tantissimo.
Questo inverno invece sento di sentimi pronto, e anche se i semi che ho piantato sembrano soltanto ai primi germogli, credo che per questa stagione siano alberi dove arrampicarsi, e finalmente “vedere il mondo dall’alto”, che metaforicamente per me significa semplicemente (semplicemente…) aver capito cosa si vuole e di cosa si ha bisogno per la propria persona, e i propri sentimenti, umori, clamori. Senza farsi prendere da inutile ansie sul “cosa fanno gli altri”.

Scorrono in questo Ottobre alcuni visi che mi commuovono, che solo l’asprezza del presente fa si’ non ci si soffermi, ma che la forza del tempo riesce a dargli il giusto valore.
Il calore di un amico accanto e delle sue situazioni difficili, e quello che tu cerchi di dargli spontaneamente. Le lotte fratricide in famiglia, fatte – con l’eta’ adulta – di sorrisi di copertina e guerra fredda che lentamente speri portino alla pace da entrambi i lati. La guerra fredda e’ calma apparente, e anche se ci siamo abituati ai telegiornali e a discorsi poco interessanti, dentro di noi sappiamo che la nostra liberta’ ci porterebbe altro ed altrove, che valiamo di piu’, che non siamo quelli. Siamo affluenti ora, ma saremo fiumi presto.

Si snocciola cosi’ il sorriso e il contatto di una nuova persona conosciuta, e con lei le attese e le speranze, i pensieri notturni e i risvegli mattutini, gli occhi che brillano al mattino di sole e d’azzurro, e il sangue che tutto ad un tratto circola al contrario… e sveglia i sensi, e scalda piedi e mani, schiena e cazzo.

Un ottobre viscerale, un ottobre vero, con incredibili alti e bassi e sali e scendi, come da molto non mi accadeva, conseguenza naturale del mio lungo girare e cercare quel qualcosa che sembra esser stato finalmente trovato. Ma ci vorra’ del tempo per mettere tutto in ordine e in fila, come qualsiasi persona che vive i momenti nel profondo deve fare. Il mondo e’ pieno di farfalle, ma la farfalla alla fine della giornata muore, e questi immensi viaggiatori senza una casa e senza una guida, mi danno questo senso di fine alla fine di ogni giornata. Io voglio essere aquila, e vedere il cambio del tempo sotto di me, in me, sopra di me, dentro di me.

Tra le foglie fradicie al suolo, l’odore di piscio di chi non se l’e’ trattenuta, una birra rotta sul dolce marmo di un Secolo fa, sui rumori del fiume e il canto degli uccelli, col pensiero “qui e la’”, passa e scorre questo autunno che mi riporta con la mente continuamente ai boulveard di Parigi, a quelle immense camminate fatte col profumo di liberta’ 11 mesi fa… mente che poi, grazie a un iphone connesso a qualche ignaro nonnetto, va alle foto di Miami di 9 mesi fa, grazie a un tag che i ritrare in canottiera e ciabatte sopra di una bicicletta… e poi mi riporta al dolce presente degli amici accanto in questo periodo, di profumi di donna che dolcemente ti passano accanto, sentendo il loro la prospettiva di momenti di fango e miele. E anche solo l’immaginazione, ti fa star bene.

La certezza di aver vissuto una vita, senza mai forzarla (inv erita’, l’ho forzata, ma coscientemente in alcuni casi), ma percorrendo veramente una strada che sembrava ti appartenesse. Sapere dove si e’ sbagliato e’ importante, e credo che nella forzatura di certi casi ho fatto l’errore piu’ grande, quando invece ogni esperienza, ogni abbraccio, ogni ballo, ogni amore, e’ come un ciambellone che, una volta sfornato, ha bisogno di tempo affinche’ assuma e prenda la sua reale forma e consistenza interna, oltre che il suo definitivo sapore…

“In silenzio soffro i danni del tempo, le aquile non camminano a stormi…”

1 comment Ottobre 21, 2009

Ama chi sei… e Nessuno sara’ mai come te

Oggi ho scoperto questa frase… che era nel mio inconscio da quando sono tornato dopo questi mesi di viaggio, dove ho messo sul piatto me stesso, e veramente capito what it belongs to me.

Cosi’, in questo mio momento di forte coscienza interiore, questa frase e’ suonata per me come una conferma, come un tuono di coscienza, e come un segno del caso e del destino (perche’ tutto sommato son proprio la stessa cosa…).

Ama Chi Sei… e Nessuno Sara’ Mai Come Te.

ACS NSMCT

Add comment Ottobre 20, 2009

Wake up, People, Blues is Still Alive!!! IL vlues e’ piu’ vivo che mai!!

Add comment Ottobre 6, 2009

L’evoluzione di “Black Betty”

non sapevo venisse da qua:

la sua “evoluzione”:

La versione di Tom Jones:

Add comment Settembre 28, 2009

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